LEADER CATTOLICI E PROTESTANTI TEDESCHI CONDIVIDONO LA COMUNIONE IN UN EVENTO ECUMENICO

5 giugno 2021

LEADER CATTOLICI E PROTESTANTI TEDESCHI CONDIVIDONO LA COMUNIONE IN UN EVENTO ECUMENICO

(Thomas Sternberg, presidente del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi)

Non sempre l’ecumenismo unisce e, a volte, è occasione di ulteriore lacerazione. E’ quello che è accaduto nel corso di un evento ecumenico in Germania, nello scorso mese di maggio, culminato con i leader cattolici e protestanti dell'iniziativa che hanno ricevuto pubblicamente la comunione nelle chiese degli altri.

 

Bettina Limperg, la co-presidente luterana del Congresso della Chiesa Ecumenica, ha ricevuto la Comunione in una chiesa cattolica, mentre Thomas Sternberg, co-presidente e capo dell'influente comitato centrale laico dei cattolici tedeschi (ZdK), ha ricevuto la comunione durante un servizio in una chiesa protestante.

 

La Santa Sede aveva già espresso la preoccupazione che il congresso potesse promuovere una proposta controversa di una "comunione eucaristica" tra cattolici e protestanti, cosa che poi è puntualmente accaduta.

 

La proposta era stata fatta dal gruppo di studio ecumenico dei teologi protestanti e cattolici (ÖAK) in un documento del 2019 intitolato "Insieme alla tavola del Signore". L'ÖAK ha adottato il testo sotto la co-presidenza del vescovo Georg Bätzing, ora presidente della conferenza episcopale tedesca, e del vescovo luterano in pensione Martin Hein. Il documento dell'ÖAK ha provocato un intervento della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) nel settembre 2020.

(Il presidente del Consiglio della Chiesa protestante in Germania, Heinrich Bedford-Strohm, e il presidente della Conferenza episcopale cattolica tedesca, il vescovo di Limburg Georg Bätzing, durante un servizio ecumenico nel Duomo di Berlino)

In una critica di quattro pagine e in una lettera a Bätzing, la congregazione dottrinale ha sottolineato che tra protestanti e cattolici rimangono significative differenze nella comprensione dell'Eucaristia e del ministero. "Le differenze dottrinali sono ancora così importanti che attualmente escludono la partecipazione reciproca alla Cena del Signore e all'Eucaristia", ha detto. "Il documento non può, quindi, servire da guida per una decisione individuale di coscienza sull'accostarsi all'Eucaristia".

 

La CDF ha messo in guardia contro qualsiasi passo verso l'intercomunione tra cattolici e membri della Chiesa evangelica in Germania (EKD), un'organizzazione che rappresenta 20 gruppi protestanti.

 

In realtà, il Vescovo Bätzing aveva scritto una lettera al clero della sua diocesi di Limburg in marzo, consigliando loro di dare la Comunione a persone non cattoliche solo se lo richiedessero dopo un esame di coscienza.

 

Nonostante ciò, il 15 maggio, il Congresso della Chiesa Ecumenica ha incoraggiato i partecipanti a partecipare ai servizi nelle chiese degli altri.

 

Incontri e celebrazioni liturgiche hanno avuto luogo in più di 100 luoghi a Francoforte.

 

Si tratta, come di tutta evidenza, quello di cui qui parliamo, di un ecumenismo divisivo ed approssimativo, che alimenta ulteriori divisioni invece di sanarle, che non rispetta le differenze ma le scioglie in una sorta di indifferentismo teologico: cattolici e protestanti ad oggi sono divisi da una diversa visione dell’ordine sacro e della eucarestia; andrebbe ricordato che i protestanti, nella visione cattolica, sono privi, dopo la Riforma, di sacerdozio ministeriale, molti di loro, addirittura, non hanno più neppure i vescovi (siano essi validamente o invalidamente ordinati, come nel caso degli anglicani) e, quindi, non possono celebrare una eucarestia sacramentale. Glissare su questi aspetti complica, non semplifica, il percorso ecumenico che deve proseguire nella chiarezza e nella carità ma senza impropri sincretismi e sempre nella ricerca della verità, insieme per tutto quello che già ci unisce, ma invocando la grazia dello Spirito Santo per tutto ciò che ancora ci divide, nella certezza che un giorno saremo una cosa sola. L’ecumenismo che predica e pratica il nostro Ordine.

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